Taylor saluta Blackpool con un trionfo, battuto Wright in finale per il suo sedicesimo Matchplay

Phil Taylor batte per 18-8 Peter Wright con un’altra prestazione di grandissimo spessore e conquista il suo ultimo, sedicesimo e forse più bello, titolo del World Matchplay.

Risultati Domenica 30 Luglio 2017
Finale
(104.24, 55%)  Phil Taylor 18-8 Peter Wright  (99.74, 28%)

Alla vigilia di quella che ormai da mesi era nota essere come la sua ultima partecipazione al Matchplay, difficilmente il campionissimo inglese avrebbe potuto scrivere una storia migliore per questi nove giorni a Blackpool.  Il quasi 57enne di Stoke-on-Trent ha battuto nell’ordine Gerwyn Price, Raymond van Barneveld, Michael van Gerwen, Adrian Lewis e Peter Wright. Un percorso durissimo che lo ha visto perdere appena 31 leg e dominare come accadeva nel primo decennio degli anni duemila. 

I primi mesi dell’ultima stagione della carriera da professionista di Taylor, iniziata nel lontano 1988, non potevano essere quanto di più distante da quanto ammirato a questo World Matchplay. L’inglese è tornato indietro nel tempo, dominando le partite grazie alla sua costanza, spezzando la resistenza degli avversari anche solamente con il peso del proprio nome.

Un torneo giocato a 101.46 di media con il 47% ai doppi. Un crescendo turno dopo turno culminato con l’ennesimo capolavoro di una carriera infinita. Taylor non ha lasciato alcuno scampo ad un Wright più che discreto, che è riuscito ad alzare il proprio livello di gioco rispetto alle prestazioni degli ottavi e dei quarti di finale, ma non abbastanza per poter reggere l’onda d’urto implacabile rappresentata da Taylor. 

Il sedici volte campione del mondo ha giocato la finale a 105 di media dall’inizio alla fine. Si è portato avanti 7-3, ha alzato il proprio livello di gioco quando necessario, ed ha risposto colpo su colpo all’attacco di Wright che ha provato a dare tutto nella terza sessione di gioco con tre 180, un 174, un 171 e leg in 12, 14 e 11 frecce. Lo scozzese nonostante lo sforzo non è riuscito a recuperare neanche uno dei due break di svantaggio, con Taylor che sull’8-6 ha trovato due 180 ed un leg in 11 frecce per aprire un parziale di quattro leg a zero che virtualmente metteva la parola fine al match.

In modo inesorabile Taylor non ha concesso alcuna occasione a Wright per rientrare nel match, mettendo in sequenza leg in 13 e 14 frecce sul proprio tiro, che non lasciavano respiro all’avversario. L’inglese ha chiuso la partita al secondo tentativo sul D16, vincendo dieci degli ultimi dodici leg della finale. 

L’attestato dell’impresa e della grandiosità di Taylor è arrivato dallo stesso Wright, visibilmente commosso sia durante la walk-on dell’inglese che al momento della premiazione. Lo scozzese, dimostrando una sensibilità fuori dal comune, ha lasciato la possibilità a Taylor di entrare per secondo, nonostante spettasse a Wright essendo la testa di serie migliore tra i due finalisti. 

Un atto di rispetto da parte di Wright, nei confronti di un campione, forse non amato e stimato da tutti, ma profondamente rispettato per quanto fatto per le freccette. Vincere un torneo di questo livello, battendo questi avversari, con partite dal format lunghissimo, a quasi 57 anni è forse un’impresa che va oltre anche una leggenda del calibro di Phil Taylor. 

L’inglese dice addio al palcoscenico del Winter Gardens trionfando per la sedicesima volta, vincendo la partita numero 99 delle 107 giocate in carriera in quello che negli anni a seguire rimarrà per sempre il giardino di Re Taylor. 

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