La folle bellezza delle freccette: come Raymond van Barneveld ha sconvolto un mondiale

Michael_van_Gerwen_feliciteert_Van_Barneveld_(Foto_Lawrence_LustigPDC)

Il giorno dopo l’incredibile partita tra Raymond van Barneveld e Michael van Gerwen , voglio cercare di analizzare e contestualizzare a mente (quasi) fredda una partita che è entrata di diritto nella storia di questo sport e che per fortuna anche gli appassionati italiani hanno potuto ammirare in televisione in diretta. 

La prima osservazione che voglio fare, anche se lo so che venendo dal sottoscritto risulterà decisamente di parte, è che lo spettacolo messo in scena ieri sera all’Alexandra Palace credo entri di diritto tra gli eventi sportivi più emozionati che siano mai stati trasmessi, per intensità, atmosfera, drammaticità e qualità dell’incontro. Da appassionato di quasi ogni sport non riesco a dare giudizi assoluti, ma personalmente quando le freccette sono giocate e questi livelli ed in questi contesti sono veramente quanto di meglio si possa chiedere ad un evento sportivo.

Nell’analizzare quanto accaduto voglio partire dallo sconfitto e da una sua dichiarazione nell’intervista post partita in cui ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere un campione vero perché non era affatto scontato fermarsi ai microfoni subito dopo la fine di un match del genere. Van Gerwen ha detto “It hurts a lot. I would throw all the other titles in the bin to win this one”, che credo sia il modo migliore per spiegare cosa sia e quanto valga il Campionato del Mondo nelle freccette. Il 2015 di MVG è stato a dir poco fenomenale: 18 titoli vinti, sempre in finale negli otto tornei televisivi di primo livello con sei vittorie a referto, ha completato la bacheca personale vincendo per la prima volta in carriera The Masters, lo UK Open, il World Matchplay ed il Grand Slam of Darts. Un dominio nella singola stagione che nella storia delle freccette è secondo solo a quello di Phil Taylor in particolare negli anni 2008/2010. Van Gerwen però non è riuscito a trionfare dove più contava, al Campionato del Mondo, ed allora tutto quanto ottenuto quest’anno diventa solo un contorno di lusso ad una sconfitta che come ha detto il numero uno del mondo “fa molto male”.

A differenza però delle finali nella Premier League contro Gary Anderson ed al World Grand Prix contro Thornton, partite di alto livello ma in cui l’olandese ha chiuso con il 32% ai doppi, ieri sera van Gerwen ha davvero poco di cui rimproverarsi. La mancanza più grave, se così si può definire, del numero uno del mondo probabilmente è stata quella di non essere riuscito a mettere costantemente sotto pressione van Barneveld nei leg in cui era Barney a tirare per primo; rispetto al solito ad MVG è venuto meno nella consistenza nel powerscoring che è stato a tratti devastante, ma non sempre di altissimo livello, undici 180 ma “solo” 19 visite da 140+ rispetto alle 30 dell’avversario. Stiamo parlando di dettagli, che però sono quelli che possono fare la differenza in una partita in cui 24 leg su 30 sono stati chiusi in 15 frecce o meno e nessun leg è andato oltre le 18. 

L’esito finale però è dipeso soprattutto dai meriti di van Barneveld, che ha giocato molto meglio di quanto dicano le statistiche finali, 100.44 di average e 33% ai doppi. Il cinque volte campione del mondo ha messo a segno quattro break in questa partita, arrivati tutti quanti in set che ha vinto e conquistati in 12, 12, 15 e 14 frecce. Sono stati tre i set che si sono decisi per 3-2, van Barneveld ha vinto i due parziali in cui tirava per primo grazie ad un 12-darter ed un 14-darter, nell’altro set era van Gerwen ad avere il vantaggio del tiro ed ha chiuso un clamoroso 135 per un leg in 12 frecce con van Barneveld che aspettava su 121 dopo nove. Il 33% ai doppi di van Barneveld non rende merito alla prestazione in chiusura del cinque volte campione del mondo che ha concentrato gli errori ai doppi in alcuni leg, ma ha fatto la differenza proprio come contro Bunting grazie a dei checkout fenomenali nei momenti più delicati dell’incontro. L’emblema della partita si è avuto quando sul punteggio di due set pari, in un quinto set in cui van Barneveld tirava per primo ed era quindi “costretto” a vincere, sotto due leg ad uno a causa di un break subito per aver sbagliato quattro freccette ai doppi, Barney ha trovato il controbreak in 12 frecce chiudendo 121 sul D11 con van Gerwen che si era lasciato su 32 dopo 12. 

Il numero uno del ranking esce sconfitto nonostante un average di 105.78 ed il 43% ai doppi, la media più alta mai fatta registrare da un giocatore sconfitto in una partita del Campionato del Mondo, dovendosi arrendere ad un Raymond van Barnveld che non giocava a 100 di average in un match di almeno 30 leg dal Luglio 2010, finale del Matchplay persa contro Taylor 18-12. Il 48enne di Den Haag andrà ora alla caccia di quello che sarebbe un clamoroso sesto titolo mondiale, il secondo nella PDC dopo quello conquistato nel 2007. Ed è proprio la finale di quel Campionato del Mondo che torna alla mente quando si introduce l’argomento “la partita più bella della storia”. Fare classifiche è difficilissimo e forse anche inutile, quella di ieri potrebbe essere la miglior partita di sempre, nella top 3 o nelle prime cinque posizioni, ma quello che davvero conta sono le emozioni che ci ha fatto vivere, in un’ora ed un quarto di follia, in cui ci siamo sentiti trasportati accanto ai quasi 3500 dell’Alexandra Palace, ad urlare davanti ad uno schermo per un doppio sbagliato o per l’ennesimo 180.

Quello che questa partita ci consegna è un Campionato del Mondo tra i più equilibrati degli ultimi anni, senza più certezze e punti di riferimento, dove in tantissimi possono ambire alla vittoria finale anche perché sempre più giocatori stanno dimostrando di sapersi esprimere sopra il 100 di average anche sulla lunga distanza. Le partite giocate con il format dei set come sempre aumentano l’incertezza e non è un caso che negli ultimi sei mondiali solo una volta la testa di serie numero 1 sia arrivata in finale, nel 2013 quando vinse Phil Taylor. L’ultima volta che il grande favorito della vigilia del Campionato del Mondo venne sconfitto prima dei quarti di finale era il Dicembre 2011 quando Dave Chisnall eliminò al secondo turno Phil Taylor, che ad inizio mondiale aveva una quota leggermente inferiore a quella di van Gerwen quest’anno. Il torneo in quella edizione venne vinto da Adrian Lewis che sconfisse in finale Andy Hamilton conquistando così il suo secondo titolo consecutivo all’Alexandra Palace.

Per chi non ha avuto la fortuna di assistere in diretta alla partita tra Raymond van Barneveld e Michael van Gerwen o perchè volesse rivivere le emozioni del match, il video dell’incontro è già disponibile su Youtube ai seguenti link:

Prima Parte

Seconda Parte

Terza Parte

Quarta Parte

Quinta Parte

 

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