Campionato del Mondo PDC, 30 Dicembre: è tempo di semifinali all’Alexandra Palace

Una giornata spettacolare di quarti di finale ha stabilito che saranno Michael van Gerwen, Rob Cross, Jamie Lewis e Phil Taylor a contendersi l’accesso alla finalissima di Lunedì 1 Gennaio. Tutto sembra pronto per una sfida tra MVG e The Power in finale, ma Cross e Lewis cercheranno di prolungare il loro mondiale da sogno. 

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Programma di Sabato 30 Dicembre 2017
Dalle 20:30

Semifinali
Phil Taylor – Jamie Lewis
Michael van Gerwen – Rob Cross

In quelle che in molti hanno definito come le semifinali anticipate, Michael van Gerwen ha battuto Raymond van Barneveld al set decisivo e Phil Taylor ha avuto la meglio per 5-3 di un Gary Anderson con qualche dolore alla schiena che lo ha condizionato durante il match. 

Prima di potersi affrontare nella riedizione della finale del 2013 quando Taylor conquistò il suo sedicesimo e per il momento ultimo titolo mondiale, i due grandi rivali dovranno superare un ultimo ostacolo nelle semifinali di Sabato sera. 

Phil Taylor sarà il primo a scendere in pedana ed affronterà la sorpresa assoluta di questa edizione del Campionato del Mondo, il gallese Jamie Lewis. In una storia quasi da cinema, qualcosa nella testa di Lewis deve essere scattato quest’anno sul palco dell’Alexandra Palace. 

Il 26enne di Cardigan aveva vinto solo uno dei sei match disputati al mondiale in carriera prima di questa edizione, ed è stato costretto a partire dal turno preliminare a causa di una stagione molto deludente che lo ha visto qualificarsi per questo mondiale solamente grazie all’ultimo posto disponibile nell’ultimo torneo di qualificazione in calendario, quello riservato ai member PDPA. 

Con un’impresa che non era riuscita a nessuno finora, dal turno preliminare si è spinto fino alla semifinale, dando continuità all’incredibile exploit contro Wright nel secondo turno, con due solidissime prestazioni contro James Richardson, battuto 4-1, e Darren Webster, sconfitto addirittura per 5-0. 

Il miglior average in un match vinto da Lewis prima di questo mondiale era 95.63, in un match di primo turno al meglio degli 11 leg alle Players Championship Finals contro Robert Thornton. In questo torneo Lewis ha giocato oltre questo livello in 4 partite su 5, e si presenta alla semifinale con un average nella manifestazione di 99.88 ed il 46.5% ai doppi, numeri d’eccellenza assoluta. Per il gallese ora però arriverà il test più difficile, in un match in cui non avrà nulla da perdere, ma che per farlo accedere in finale dovrà vederlo giocare quasi sicuramente per più di 40 leg ad un livello elevatissimo.

Phil Taylor, a 57 anni ed all’ultimo torneo della sua carriera professionistica, sta cercando di regalarsi il finale più epico e glorioso possibile.  Contro un Anderson nervoso anche per i problemi alla schiena già palesati contro West, Taylor si è esibito in una performance di alto livello, 102 di average e 50% ai doppi, il 90% dei leg vinti in 15 frecce in meno ed il 30% in solo quattro turni. Rispetto agli anni d’oro del Taylor invincibile, The Power sente il peso dell’età e sulla lunga distanza sembra accusare la fatica. La consistenza nel powerscoring non è più quella di 3-4 anni fa, ma anche a 57 anni il campionissimo inglese riesce ancora ad esprimersi su livelli che costringono l’avversario a trovare frecce di grande qualità per batterlo. 

Alla 29esima partecipazione consecutiva al Campionato del Mondo, anche questo un record, Phil Taylor disputerà questa sera la sua ventunesima semifinale in un mondiale. Il bilancio dell’inglese è di 20 vittorie e 0 sconfitte, e da quando nel 2001 il format delle semifinali è passato da best of 9 set a best of 11 set, Taylor ha disputato 11 semifinali, vincendo quattro volte per 6-0, nove volte senza concedere più di due set ed una sola volta è stato costretto all’undicesimo e decisivo parziale, nel 2006 contro Wayne Mardle. Difficile pensare che Jamie Lewis possa diventare il primo ed unico giocatore a battere Taylor in una semifinale del World Championship.

La seconda semifinale sarà tra il numero uno del mondo Michael van Gerwen e la rivelazione del 2017 delle freccette PDC, Rob Cross. Dopo aver faticato più del previsto negli ottavi contro Gerwyn Price, MVG ha dovuto superare un’altra serata difficile sulla pedana dell’Alexandra Palace nei quarti di finale contro Raymond van Barneveld. 

La terza sfida consecutiva al mondiale tra i due olandesi è stata decisamente diversa dalle due precedenti. Entrambi i giocatori hanno faticato ad entrare in partita e van Barneveld ha buttato via tre dei primi quattro set del match contro la peggior versione di van Gerwen che si è vista sul palco dell’Ally Pally negli ultimi tre anni. Sul 4-4, tre errori al D16 in un leg da 18 frecce sono costati carissimo a Barney che ha concesso così il break decisivo ad MVG nel terzo leg del nono set, fotografia di una serata di rimpianti ed errori per il cinque volte campione del mondo che mai come quest’anno aveva la chance di sconfiggere il connazionale e contendere il titolo mondiale agli altri semifinalisti.

Le prestazioni negli ottavi di finale e nei quarti di van Gerwen sono in netto contrasto con quelle nei primi due turni in cui l’olandese sembrava un treno in corsa inarrestabile lanciato verso il suo terzo titolo mondiale. “Mighty Mike” ha il talento e la testa per salire in pedana e cancellare tutti i dubbi e le crepe di questi ultimi due incontri e dominare semifinale e finale giocando a 110 di average, ma i segnali di vulnerabilità che ha mostrato contro Price e van Barneveld sono stati sicuramente colti anche dagli altri giocatori che saliranno in pedana meno battuti in partenza di quanto avrebbero fatto tre giorni fa. 

La speranza non deve però sconfinare in un cieco ottimismo, van Gerwen ha pur sempre giocato a quasi 103 di media con il 50% ai doppi, un livello che per essere battuto richiede una prestazione di qualità elevatissima ed una grande dose di freddezza sotto pressione. La semifinale al meglio degli 11 set rappresenta un ulteriore garanzia per MVG soprattutto vista l’inesperienza dell’avversario che affronterà questo Sabato. 

Rob Cross è un talento fuori dall’ordinario, ma nel match di quarti di finale contro Dimitri van den Bergh ha dimostrato anche lui di essere umano. Al suo esordio al Campionato del Mondo, al termine della sua prima stagione da professionista che male che vada lo vedrà finire come numero 9 dell’Order of Merit della PDC, con un solo anno di risultati rispetto ai due degli altri giocatori, Cross è uscito vincitore solamente al set decisivo di una battaglia in cui il belga per gran parte del match è stato il giocatore migliore. 

Nove errori ai doppi negli ultimi tre leg del set decisivo hanno condanno alla sconfitta van den Bergh che dal 4-1 sotto ha vinto dieci leg su quindici contro un Cross che ha giocato gli ultimi quattro parziali ben al di sotto del 100 di average. 

L’inglese arriva alla semifinale con un average nel torneo superiore al 100, a dimostrazione delle qualità indiscutibili del giocatore. Il rapporto con il set format che caratterizza il mondiale però non sembra essere ancora idilliaco, Cross sia contro Smith, in cui ha perso tre set senza vincere leg, che contro van den Bergh in cui ha subito un parziale di 10 leg a 2 per il belga, ha sofferto di alcune pause prolungate che non aveva mostrato nei tornei in cui si gioca con il leg-play.  Tutto questo fa ovviamente parte della crescita fisiologica di un giocatore che prima di questo torneo ha giocato una sola partita oltre i 19 leg e mai si è trovato coinvolto in match oltre i 30 leg, come è stato il quarto di finale di van den Bergh e come sarà la semifinale contro MVG se l’inglese vorrà avere chance di vittoria. 

I vari van Gerwen, Taylor ed Anderson non fanno la differenza solo grazie ai picchi del proprio gioco, ma principalmente grazie alla consistenza che riescono a mantenere anche per più di 40 leg. Cross ha la qualità per battere in particolare un van Gerwen non al 100% come quello visto negli ultimi due incontri di questo mondiale, per l’inglese però potrebbe essere un anno troppo presto per cogliere questa impresa. 

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