PDC, BDO e WDF, che confusione!

Una delle difficoltà maggiori che incontra un nuovo appassionato di freccette è quella di districarsi nella complessa trama di federazioni e tornei. Una serie infinita di sigle, giocatori che spuntano da non si sa dove e ben DUE campionati del mondo, che non aiutano a fare chiarezza e possono essere un freno per seguire questo sport. In maniera molto sintetica cerchiamo allora di capire come funziona il “sistema darts” e per fare questo è fondamentale vedere brevemente la storia delle freccette. 

Nel 1973 venne fondata la BDO, British Darts Organisation, e nel 1976 la WDF, World Darts Federation, che per lunghi anni si occuparono di promuovere e far crescere le freccette fino a farle diventare uno sport popolarissimo con diversi tornei trasmessi nel Regno Unito dalla BBC e da ITV e molti sponsor pronti ad investire. In questo periodo molti giocatori divennero veri e propri professionisti, ma verso la fine degli anni ’80 la situazione si fece molto complicata con un calo drastico della popolarità delle freccette. La crisi fu in parte colpa anche dell’immagine dei giocatori strettamente legata all’uso dell’alcool che facevano in pedana e che non aiutò nel convincere gli sponsor a sostenere le competizioni più importanti e nel 1989 il solo campionato del mondo fu trasmesso in televisione. I giocatori, frustrati dall’impossibilità di poter continuare nella loro carriera da professionisti e dall’apparente immobilità dei vertici delle due maggiori organizzazioni, decisero di prendere in mano la situazione.

I migliori 16 giocatori di allora fondarono così il World Darts Council, che successivamente divenne PDC, Professional Darts Corporation,con l’obiettivo di migliorare la situazione dal punto di vista dell’esposizione mediatica e dell’immagine delle freccette. Le posizioni della BDO e dei giocatori rimasero molto distanti e il mondiale del 1993 fu l’ultimo con field unificato nella storia di questo sport. I giocatori del WDC vennero sospesi da qualsiasi competizione organizzata dalla BDO sul suolo britannico e formarono così il loro circuito di tornei alla ricerca di nuovi sponsor e visibilità mediatica con il loro campionato del mondo. Lo scontro tra la BDO ed i giocatori “ribelli” si inasprì con il passare del tempo arrivando fino ad una battaglia legale che si concluse solo con un accordo tra le parti nel 1997, in cui la BDO riconosceva il WDC come organizzazione e dava libertà ai giocatori di scegliere dove giocare, mentre il WDC abbandonava la pretesa di diventare l’organizzazione mondiale delle freccette riconoscendo i ruoli della WDF e della BDO. Per alcuni anni i giocatori poterono partecipare ai tornei più importanti di entrambi le organizzazioni, ma dal 2002 quando la PDC restrinse l’accesso ai tornei ai soli membri della PDPA, Professional Dart Players Association, i due campi partecipanti si separarono definitivamente.

La situazione soprattutto economica per i giocatori della PDC non fu facile soprattutto nei primi tempi con la BDO che cercò di ostacolarli in qualsiasi modo, ma nel giro di qualche anno riuscirono a creare una struttura di tornei professionistici e grazie all’arrivo della TV satellitare SKY ad avere anche uno sbocco televisivo. La BDO rimaneva forte della visibilità che gli veniva garantita dalla BBC e una struttura solida ed ormai radicata nel tempo che le dava l’opportunità di sfornare nuovi giocatori in continuazione, i suoi migliori giocatori continuavano però a passare nella PDC che offriva ricompense ben maggiori e ampi margini di crescita, a differenza della situazione ormai immobile nella BDO. Il divario economico tra le due organizzazione si fece sempre più marcato e la BDO dovette incassare un duro colpo quando il governo britannico nel 2003 vietò le multinazionali di tabacco come sponsor e così l’Embassy che aveva sempre sponsorizzato il campionato mondiale si dovette ritirare e questo creò un’ulteriore perdita economica e d’immagine. L’esodo dalla BDO alla PDC continuò e il segnale definitivo che ormai la PDC fosse diventata la federazione più importante delle freccette si ebbe quando anche Raymond van Barneveld, allora 4 volte campione del mondo della BDO e il giocatore più forte e rappresentativo della federazione britannica, decise di passare in PDC nel 2006. Negli anni seguenti il field di giocatori della PDC si è fatto sempre più competitivo, con i migliori giocatori della BDO sempre più interessati ai soldi e all’opportunità di un impegno a livello professionistico che la PDC offriva loro. Ad oggi la differenza tra le due federazioni è diventata ormai incolmabile, quasi tutti i migliori giocatori sono in PDC e il livello medio delle competizioni di questa federazione è nettamente superiore a quello della BDO.

Nel panorama attuale la PDC rappresenta la parte professionistica dello sport. Una struttura di tornei aperta solo ai migliori, con costi relativamente elevati, ma prize money dei tornei tali da poter vivere di sole freccette. La differenza con la BDO è enorme dal punto di vista dei soldi messi in palio per i giocatori, il prize money complessivo della BDO quest’anno è stato di poco superiore al mezzo milione di sterline, mentre quello della PDC supererà nel 2017 il muro degli 11 milioni di sterline.  Anche la copertura televisiva offerta è totalmente diversa e questo influisce moltissimo anche sulle scelte degli sponsor che vogliono investire nei giocatori di freccette. Nell’ultima stagione sono stati ben 17 i tornei della PDC televisivi trasmessi da Sky e ITV nel Regno Unito e da diversi altri broadcast in giro per il mondo,  mentre la BDO ha ormai solo tre veri e propri tornei televisi, il Winmau World Masters, il World Dart Trophy ed il Campionato del Mondo, quest’ultimo trasmesso nel Regno Unito da Channel 4 per la prima volta nel 2017 dopo che la BBC ha abbandonato il torneo che aveva coperto fin dalla prima edizione del 1978.

Se la PDC è un’organizzazione ottima per i migliori giocatori al mondo e per lo sport a livello professionistico, la BDO e la WDF rimangono fondamentali per le freccette essendo le organizzazioni che si occupano dello sport a livello amatoriale, giovanile e femminile. I tornei sono aperti a tutti, con costi d’iscrizione piuttosto basse, e prevedono anche tornei femminili e per i giovani. Inoltre tutte le competizioni tra pub, contee e squadre di vario genere, che sono fondamentali per la crescita dei giocatori e occasione di esperienza quotidiana, sono organizzate dalla BDO nel Regno Unito e dalla federazioni affiliate alla WDF nelle altre nazioni. Il lavoro svolto a livello amatoriale è eccezionale e molto efficace, è stato trascurata però per troppo tempo quella che si chiama la “Top end” dello sport, cioè i giocatori di vertice di queste federazioni, e ormai la differenza tra la PDC e la BDO in questo settore è diventa enorme.

Abbiamo quindi due organizzazioni principali, la PDC e la BDO, si usa la BDO e non la WDF come riferimento di solito perché è la federazione britannica ad organizzare il mondiale e agendo sul Regno Unito, ovviamente il posto dove le freccette hanno di gran lunga il maggior numero di praticanti, è l’associazione con l’importanza maggiore. La PDC e la BDO hanno due field di giocatori diversi e un calendario di eventi totalmente separato, un giocatore della PDC non può partecipare ai tornei organizzati dalla BDO. La PDC offre la possibilità di diventare professionisti ad un largo numero di giocatori, la BDO non offre questa possibilità e lo riescono ad essere solo pochissimi giocatori di vertice e non solo con i guadagni derivanti dai tornei.

La differenza tra i due campi partecipanti non è solo nei primi 3-4 giocatori delle rispettive organizzazioni, il gap è molto rilevante anche nella qualità media dei giocatori, il sistema della PDC è strutturato in modo tale da far venire fuori sempre i migliori e dare a tutti la possibilità di migliorare ed esprimere appieno le proprie potenzialità. Nella BDO invece manca completamente un programma dedicato ai migliori giocatori, che permetta con continuità di affrontarsi tra di loro, di giocare in televisione ed abituarsi alla pressione del grande evento, che permetta ai giovani promettenti di fare esperienza, e sostituire i giocatori che ormai sempre più frequentemente passano in PDC. Il livello medio della BDO è calato notevolmente, anche se i giovani talenti non mancano e non mancheranno mai, ma le prospettive di crescita per un giovane in questo momento sono davvero limitate e molti se trovano uno sponsor che li aiuti decidono di fare il salto in PDC fin da giovanissimi. Inoltre negli ultimi anni la PDC ha investito molto nella costruzione di circuiti di sviluppo sia per i giovani che per i giocatori che non riescono ad entrare nel Tour maggiore, questo ha l’obiettivo di far arrivare le future generazioni di campioni direttamente dai tornei della PDC senza quello che è il consueto passaggio per la BDO.

È sicuramente un peccato avere due federazioni, questo non ci permette di avere un unico campione del mondo e di vedere tutti insieme i migliori giocatori del mondo, aggiunge però al mondo delle freccette una sana rivalità tra le due federazioni e la possibilità di vedere un numero maggiore di giocatori protagonisti nei grandi tornei.

La domanda che tutti i nuovi appassionati si pongono è se si arriverà mai a riavere un’unica federazione, e l’unica risposta possibile al momento è “forse”. Possiamo solo aspettare e intanto goderci lo spettacolo che ci regalano entrambe le organizzazioni.

5 Comments on "PDC, BDO e WDF, che confusione!"

  1. Ottima disamina.
    Se non ti dà fastidio potresti anche dirmi qualcosa di più sulla WDF? Ho capito che è la federazione che si occupa di far crescere le freccette al di fuori del Regno Unito, ma mi piacerebbe saperne di più sulle modalità con cui svolge questo compito.

    • mah, difficile dire cosa faccia la WDF, sostanzialmente nulla 😀
      In teoria organizza le competizioni per le nazioni, come la World Cup ed equivalenti continentali, ma alla fine quelle sono organizzate e pagate più che altro dalla nazione ospitante.
      Ha un ruolo istituzionale piuttosto blando, anche perchè dal punto di vista dei tornei televisivi di quella parte delle freccette è la BDO che comanda.

      • Hi Simon,
        Se non l’hai capito , Demanio è un dirigente fifg che non ha ben digerito il tuo post 😀

  2. Per esempio: all’Italian Grand Master di novembre può iscriversi chiunque o bisogna aver conseguito dei risultati a livello nazionale?

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